Martedì 27 febbraio, presso la facoltà di Economia dell’Università di Torino, si è svolta la seconda la tappa del Giro d’Italia della CSR (dall’inglese Corporate Social Responsibility, responsabilità sociale d’impresa), dove si è affrontata una tematica determinante per i tempi in cui viviamo: l’ambiente.

La prima tappa del Giro d’Italia della CSR è stata quella capitolina, a Roma, e dopo Torino sono previste altre tappe in varie città italiane. Alla tappa torinese ho partecipato per i Formidabili con Luca Pereno, Cofondatore e Amministratore di (RI)GENERIAMO, che fornisce un forte sostegno alle attività dei Formidabili. A questo evento hanno partecipato rappresentati istituzionali con delega alla questione climatica, come ad esempio Chiara Foglietta, che tra le varie deleghe del suo assessorato della città di Torino include la sostenibilità, e Paola Casagrande, che dirige il coordinamento politiche Regione Piemonte per la giunta regionale piemontese. Molti sono stati i temi affrontati e tante le domande poste, alle quali è obiettivamente difficile  fornire risposte concrete, trattandosi di un ambito molto complesso.

Come ha giustamente sottolineato Paola Casagrande nel suo intervento, l’errore che stiamo facendo è di attuare delle politiche ambientali per il futuro e non per il presente, mentre il problema della crisi climatica c’è già e ne stiamo vedendo tutti gli effetti. A questo riguardo va ricordato ad esempio come sia stato di recente approvato il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica amministrazione, che impegna il governo a prendere in seria considerazione la questione della crisi climatica, con la speranza che in futuro si prendano anche provvedimenti ulteriori che ormai la scienza indica da tempo come indispensabili.

Come ha sottolineato Chiara Foglietta, molti dei regolamenti che vengono applicati andrebbero rivisti poiché sono obsoleti, ma devono anche andare in contro alle necessità lavorative dei cittadini. Il riferimento era ad esempio al blocco dei diesel euro 5, che la giunta regionale piemontese tentò nel settembre scorso di applicare, causando polemiche perché non metteva in conto le necessità lavorative dei cittadini piemontesi che per motivi di lavoro si devono muovere con automobili vecchie senza avere risorse economiche per sostituirle. Su questo punto Foglietta si è soffermata, sottolineando come la giunta comunale di Torino abbia sempre agito per convincere i cittadini a muoversi, quando è possibile, sempre meno in macchina.

Luca Pereno nel suo intervento ha raccontato l’importanza della questione ambientale per (RI)GENERIAMO, spiegando come il lavoro, per esempio attraverso progetti che (RI)GENERIAMO porta avanti come quello dei FormidAbili promosso insieme a Leroy Merlin o quello della Social TV che spesso intervista persone che si occupano di clima, può essere fondamentale per avere un’economia maggiormente sostenibile.

All’evento erano presenti molti giovani studenti della facoltà di Economia. Tanti, come ho potuto verificare di persona, hanno espresso notevole soddisfazione per ciò che hanno sentito. Del resto il dialogo con le giovani generazioni è fondamentale, perché i giovani rappresentano il futuro. Eventi come questo, quindi, possono essere molto utili per discutere di tematiche che hanno una grande influenza sulla nostra epoca e anche per favorire il dialogo e la costruzione di relazioni tra le associazioni per il clima e le istituzioni politiche, che a volte danno risposte carenti e che a tratti sembrano propagandistiche.

La più grande questione da affrontare, come accennavo, è che i problemi sono tanti ma le soluzioni non sembrano al momento stare al passo coi problemi. Ormai il modello di sviluppo capitalistico  è profondamente radicato non solo nei Paesi occidentali ma anche in Asia e in generale nei Paesi in via di sviluppo, molti dei quali hanno avuto o stanno avendo una crescita importante di benessere economico e sociale, simile a quella che ha avuto l’Italia negli anni 60 con il boom economico. Il problema è che questi progressi economici spesso non vanno di pari passo con i progressi che sarebbero necessari nell’affrontare la questione climatica, con politiche che ancora non danno uguale importanza alle questioni economiche e a quelle ambientali. Sta quindi a tutti, in ogni Paese, imporsi delle regole comuni per il rispetto dell’ambiente, in modo progressivo, magari partendo da azioni di base come la promozione della raccolta differenziata o la riduzione nell’utilizzo di mezzi di trasporto inquinanti.

La sensazione che si ha dopo aver assistito a un evento come questo è che è importante identificare i principali ambiti nei quali si può tentare un cambiamento. Sicuramente fra questi c’è il mondo del lavoro. Serve che realtà che si occupano di ambiente indichino la strada alle grandi aziende, alle grandi industrie, su come esse possono diventare maggiormente sostenibili. Alla tappa di Torino del Giro d’Italia della CSR erano presenti tante di queste realtà, che hanno un ruolo molto importante per innescare i processi che possono portare a un cambiamento sostanziale.

Davide Pistarino

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